La diagnosi
 
La difficoltà diagnostica sta nel fatto che, spesso la sede dei disturbi è ben lontana dall’apparato ginecologico e i sintomi vengono scambiati per una serie di altre possibili patologie.
Per questo è importante affidarsi ad un ginecologo che abbia molta esperienza in endometriosi, poichè questa specifica competenza gli consente di valutare correttamente tutti i dati a sua disposizione,  e di giungere ad una diagnosi esatta in tempi brevi.
 

L’unico accertamento diagnostico che permette di stabilire con certezza la presenza della patologia è la laparoscopia (intervento endoscopico chirurgico), che è effettuata in anestesia totale. Permette di diagnosticare l’endometriosi, valutarne la gravità ed eventualmente intervenire.
 
Tuttavia sono utili come ausilio diagnostico:
  • La visita ginecologica;
  • l'ecografia transvaginale,
  • la risonanza magnetica nucleare,
  • il dosaggio sierico CA125
  • in presenza di sintomi intestinali: il clisma opaco e/o rettocolonscopia (sono di ausilio nella valutazione dell’ endometriosi del setto retto vaginale e nel sospetto di localizzazioni a livello del sigma-retto)
  • in presenza di sintomi urinari: la cistoscopia, l’ecografia addominale
  • utili per valutare un possibile coinvolgimento ureterale: urografia endovenosa e/o ecografia renale