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Gloria Bellicchi - Miss Italia 1998 "I secolari abitanti delle Galapagos"

giugno 2007

I secolari abitanti  delle Galapagos

Saranno state le undici del mattino, più o meno, perché alle nove, presumibilmente un paio di ore prima, ero scesa dal Mistral con la troupe televisiva di Pianeta Mare. Era un motoryach di venti metri, bianco, perfettamente attrezzato per crociere sub e da una decina di giorni ormai era diventato la nostra casa. Ci eravamo attardati a riprendere con la telecamera un gruppo di iguane che si spostavano agilmente nelle acque del porto, circumnavigando le barche che si trovavano sulla loro traiettoria, e un leone marino che giocava con il suo piccolo sulla spiaggia. Avevamo curiosato poi un pò nel centro di Puerto Ayora, quasi intimiditi da tanta civiltà. L’isola di Santa Cruz su cui ci trovavamo ospitava la maggiore popolazione umana dell’arcipelago delle Galapagos e noi, che da quando eravamo atterrati con l’aereo sull’isola di Baltra non avevamo più incontrato che leoni marini, iguane, fregate, sule dalle zampe blu, tartarughe marine e altri meravigliosi esemplari faunistici di quel santuario naturale, ci eravamo abituati a ritenerci gli unici esseri umani presenti sull’arcipelago. Arrivati alla stazione di ricerca Charles Darwin, avevamo incontrato un gruppo di ricercatori e una guida che ci avevano introdotti nell’area destinata all’allevamento delle tartarughe giganti, la specie a più alto rischio di estinzione nel mondo. Giorni prima, avevamo provato ad avvistarle sulla costa occidentale dell’Isola di Isabela dove alcuni gruppi di quegli animali quasi preistorici vivevano liberi, ma era stato impossibile a causa della fitta vegetazione che cresceva sotto alle foreste di magrovie rosse del litorale, particolare per quel gruppo di isole aride e dalla superficie quasi lunare.

E.T.! Avete presente lo strepitoso extra-terrestre che conquistò il mondo negli anni Ottanta con il film di Steven Spielberg? Ecco, ad un certo punto mi apparvero tanti emozionanti E.T. che spuntavano da enormi gusci sagomati! Le narici, due fori tondi e ravvicinati, erano piazzati proprio in mezzo a quel loro muso spiegazzato e grinzoso e la bocca, le cui estremità si sollevavano come in un bonario sorriso, era tagliata e piegata verso l’interno come quella di una nonnina senza denti. Mi sono avvicinata ad un gruppo di tre esemplari per osservare più da vicino gli occhi, posizionati quasi lateralmnte; la sensazione che ho provato è stata di attrazione e curiosiotà prima e di una particolare sfumatura di amore e rispetto poi. La tartaruga gigante delle Galapagos è la specie di tartaruga più grande al mondo, fino a 200 chili di peso, e uno degli animali più logevi visto che si presume possa vivere oltre i 150 anni.

La guida ci raccontò come i primi visitatori dell’arcipelago, pirati e balenieri, imbarcassero le tartarughe giganti come rifornimento di cibo per i loro lunghi viaggi poiché esse potevano sopravvivere per circa un anno senza acqua ne cibo. Le stime calcolano una perdita di oltre 200.000 tartarughe durante i secoli 18esimo e 19esimo, tanto che delle tredici sottospecie inizialmente esistenti ora ne restano dieci, anch’esse in serio pericolo di estinzione. Con la successiva introduzione, volontaria o involontaria a seconda dei casi, da parte dell’uomo di topi, che ne mangiano le uova, di gatti e cani, che depredano il loro ambiente naturale, la situazione delle tartarughe giganti è peggiorata fino al 1959 quando il Governo dell’Ecuador dichiarò l’arcipelago parco nazionale e venne istituita a Brixelles la Charles Darwin Foundation il cui obiettivo primario era proprio la conservazione delle tartarughe giganti.

Quei mastodontici tartarugoni avevano una pacatezza tenera. Lasciavano che i ricercatori si prendessero cura di loro e solo raramente, per il diritto ad accoppiarsi o per  difendere il territorio, si battevano tra loro a veri e propri colpi di testa e morsi. Incredibile pensare che alcune sottospecie di questa tartaruga, caratterizzata da una grande capacità di adattamento, talmente evidente e ingegnosa da aver catalizzato persino l’attenzione del giovane naturalista Charles Darwin, fresco di laurea nel 1835, si stiano estinguendo per sempre per cause di cui solo l’uomo è responsabile. Incredibile e inaccettabile. Solo le nuove generazioni portano con sé la possibilità di un’inversione di marcia per quanto riguarda il futuro del nostro pianeta! Teniamolo bene in mente… e nel cuore!

Intervista a BIANCA GUACCERO, attrice, protagonista della fiction “Capri” e “Assunta Spina”, attualmente impegnata sul set de “La terza verità”, un thriller per Rai1 in cui è diretta da Stefano Reali :

ü      Qual è il tuo rapporto con la natura?

- Io “sono” un animale! Istintiva e selvaggia, sono cresciuta in Puglia, a Bitonto, tra vaste piantagioni di ulivi e avvolta dal profumo del mare. La natura mi rigenera, da sempre sono attenta alla mia alimentazione, che deve essere naturale, meglio se biologica, e alla cura del mio corpo con prodotti erboristici.

ü      Qual è il ricordo bello che ti lega alla natura?

- Sen’altro le vacanze con la mia famiglia in montagna a Colle Isacco, vicino a Bolzano quando era una bambina. Io, mio fratello e i miei cugini ci divertivamo ad esplorare nuovi sentieri nei boschi che conoscevamo ormai a memoria. Ero davvero felice e adoravo immaginare che da un momento all’altro sarebbe potuto spuntar fuori uno gnomo, una fata o un unicorno alato!

ü      Quale dei quattro elementi naturali ti rappresenta meglio?

- La Terra, non ho dubbi! Nonostante il successo sono una ragazza con i piedi ben saldi a terra, questo elemento mi dà forza ed equilibrio!

Gloria Bellicchi

 

 

 

 

 

 

 

 

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